Il talento e i pregiudizi

Ho cominciato a studiare danza classica all’età di 16 anni, incuriosita dal volantino di una scuola vicino a casa mia che, tra gli altri, offriva un corso di “classico adulti”. Ma come adulti! Ci dev’essere un errore, ho pensato.

TALENTI – Vademecum minimo

Con buona pace di Spengler, Nietzsche, D’Annunzio e Avengers assortiti, non è mai un manipolo di eroi in armi a salvare la civiltà; sono sempre state le capacità, i talenti degli individui a fare la differenza, senza alcun bisogno di ricorrere a superuomini e superpoteri.

Il talento è un seme

Ho sempre amato seminare all’aperto: preparare la terra, fare il buco con il dito e sentirne l’umidità appiccicosa, adagiare il seme nel suo giaciglio e coprirlo, augurandogli un buon riposo. E mi è sempre piaciuta la quiete che segue la semina, quell’inattività forzata che serba in sé energie e pensieri, un’emozionante attesa.
Il talento è un seme, che ognuno di noi ha accolto nel buio e nell’umido del proprio giaciglio, dandogli un luogo per poter prima riposare e poi germogliare.

Giovanni Talento

Giovanni Talento nacque alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo in una famiglia piemontese di produttori tessili.
Terzo di quattro figli, si sentì sempre diverso rispetto ai tre fratelli e un grande sostenitore di questa tesi fu suo padre, che a volte lo guardava mormorando: “Questo è diverso”.

Supereroi

Il Talento si manifesta in tutto il suo splendore già nell’età evolutiva ed è difficile non riconoscerlo. Ho visto bambini scrivere racconti ispirati e degni di grande interesse, realizzare illustrazioni al posto di disegni infantili, racimolare pezzi di scarto per costruire oggetti con meccanismi complessi, pop-up di carta o altre cose magnifiche.