Un talento allo specchio

Talento allo specchio

Cosa sono brava a fare? Quando ero piccola ero brava. Ero come una spugna, mi piaceva imparare e avevo un’ottima memoria, sono andata a scuola che già sapevo leggere.

A studiare non avevo particolari problemi perché ricordavo con facilità, al limite potevo avere problemi di sintesi.

Da figlia unica mi piaceva la compagnia degli altri e fare in modo che potessero sentirsi a loro agio.

Mi è sempre piaciuto molto vedere posti nuovi, ero sempre la prima a voler uscire di casa, anche senza la supervisione dei genitori.

Ero indipendente, mi sono sempre occupata personalmente delle mie cose. Fin dai tempi delle iscrizioni a scuola.

Ho sempre avuto un atteggiamento positivo, di grande fiducia nel prossimo. Questo mi ha permesso di affrontare a sette anni due mesi di ospedale e due biopsie al piede affezionandomi alle infermiere e divertendomi anche, senza sentire troppo la mancanza dei genitori.

Ho sempre avuto fiducia nel fatto che il destino non poteva che riservarmi cose positive.

Non ho mai avuto problemi a chiudere una porta e guardare avanti, ho sempre saputo che avrei trovato nuovi stimoli.

Un’altra cosa che mi caratterizza è la tendenza naturale a frequentare le persone migliori, da cui poter trarre insegnamento o da avere come esempio. Le “brutte” compagnie non hanno mai avuto effetto su di me.

Mi piace molto fare esperienze nuove, anche le più disparate, infatti recentemente mi sono lanciata nel ballo e nell’equitazione.

Mi piace partecipare, non stare troppo per i fatti miei, e godere dei bei momenti passati con le persone a cui voglio bene.

Sul lavoro sono analitica, ma l’esperienza mi ha insegnato il “quanto basta” perché poi è importante ottenere il risultato.

Ho sempre avuto la necessità di avere il controllo della situazione o almeno di sapere cosa accade attorno a me e perché, in modo da sapere come muovermi.

Mi prendo a cuore i problemi, mi piace che siano risolti nel migliore dei modi possibili. Nel momento in cui percepisco o mi viene segnalato un disagio o un bisogno faccio quanto in mio potere per alleviarlo o soddisfarlo.

Mi sento a mio agio in un ruolo definito, che mi permette di avere il mio “posto” nel mondo ma sono sempre me stessa. Sono incapace di portare maschere.

Le emozioni e l’istinto per me sono importanti, tendo a prendere decisioni, ragionate sì, ma ascoltando il mio istinto. Pianifico quando sento che è il momento di farlo.

Mi adatto alle circostanze. Non sono una persona tutta d’un pezzo, o bianco o nero, ma credo nel dialogo e nella soddisfazione delle esigenze di ognuno quando possibile.

Probabilmente avevano ragione i miei professori alle medie quando mi hanno suggerito ogni tipo di scuola superiore, sono una persona versatile e piuttosto costante quando intraprendo qualcosa.

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