Ricordati: la cosa più triste, nella vita, è il talento sprecato

Talento ilaria Serina

“Ricordati: la cosa più triste, nella vita, è il talento sprecato.”

Direi che allora ci siamo! Sono esattamente dove dovrei essere: nel posto giusto e soprattutto, al momento giusto! Eh sì, perché chi come me è cresciuto lasciandosi ispirare dal carismatico personaggio del professor John Keating non può non sentir riecheggiare nella mente queste sue parole:

“Dovete combattere per trovare la vostra voce, più tardi cominciate a farlo e più grosso è il rischio di non trovarla affatto.”

“Molti uomini hanno vita di quieta disperazione, non vi rassegnate a questo.”

Certamente non è sempre stato così; ma è facile che possa accadere in un momento di passaggio, di profonda transizione come può essere il limbo che ci si trova ad affrontare quando si resta senza lavoro per diverso tempo. Che fare allora? “Carpe diem!”

Ho colto l’attimo all’incirca due mesi fa, quando una mia carissima amica mi ha segnalato un’interessante iniziativa che, a suo dire, avrebbe fatto esattamente al caso mio. Ed è così che, da circa un mese, ho intrapreso un percorso che sta rivoluzionando gran parte della mia vita. Come? Facendo quel fatidico primo passo: sì, è il più difficile; e sì, una volta fatto non sarà più possibile fermarsi, ma soprattutto sarà impossibile tornare indietro e non perché non possiamo. Perché non lo vorremo, credete a me: qualcosa in noi è scattato, cambiandoci!

Stabilire la rotta non è esattamente semplice, tantomeno immediato, soprattutto quando ci dicono sin da subito che non solo ci ritroveremo nel caos assoluto delle idee, ma che va benissimo immergersi nelle profondità di questo mare, avendo la capacità di mantenere la pazienza necessaria per scandagliarlo a dovere, restandoci senza rischiare di riemergere troppo frettolosamente.

Disorientante? Forse, anche perché l’oggetto di tale ricerca, il proprio talento, è tanto affascinante quanto utile, ma non è sempre detto che sia immediatamente chiaro ai nostri occhi, quanto invece talvolta può risultarlo a quelli degli altri (strano a dirsi!).

Questo tesoro, di cui siamo certamente provvisti, probabilmente è stato tralasciato lungo il cammino sin qui percorso e che al momento fatichiamo a vedere in prospettiva: sepolto tra le cose che ritenevamo inutili, o disseminato tra le distrazioni di qualche svolta di troppo.

Nessun problema! Qui ho a disposizione tutti gli strumenti necessari per avventurarmi in questa spedizione, a partire dalle mappe! E questa concetto fa subito riaffiorare la piccola Goony che è in me!! Se sarò capace di seguire la traccia, segnata dagli indizi ritrovati tra le tante esperienze accumulate e portate avanti con determinazione, essa mi condurrà in un luogo segreto dell’immaginazione dove attingere le risorse per investire sul mio futuro e, magari, riconoscere un aspetto del mio vero io: quello che non aspetta altro se non di prendere il largo per il suo prossimo viaggio, senza preoccuparsi per forza, perlomeno non ancora, di quale potrebbe mai essere la meta finale.

Sono in ottima compagnia! Undici altri “Goonies” hanno accettato con entusiasmo la sfida mettendo generosamente a disposizione i loro di talenti, e le prove da superare non mancano!

Infatti, non basta mettere quel che stiamo facendo in atto nei confronti di noi stessi, va rivolto anche all’esterno, perciò: antenne! Puntate e operative: pronte a captare quanto di meglio il mondo attorno a noi ha da offrire; le occasioni certamente non mancheranno se resteremo attentamente in ascolto.

Qui occorre la ferrea determinazione della Dott.ssa Ellie Arroway per avanzare nella ricerca anche quando sembra esserci solo silenzio; per avere l’intelligenza di riconoscere e interpretare i segnali e la capacità di creare il “contatto” che stavamo aspettando.

Se aguzzeremo abbastanza il nostro spirito di osservazione, adattando il nostro sguardo alla nuova luce della costellazione che si sta pian piano delineando – la nostra – senza lasciarci distrarre da riferimenti artificiali che poco o niente hanno a che fare con la nostra vera rotta, allora saremo in grado di intraprendere quel viaggio verso la meta che abbiamo sempre sognato e ci siamo auspicati sin dall’inizio.

Al mio so per certo che non mancheranno mai i compagni di viaggio, forse non per tutte le rotte, magari cambieranno a ogni porto; ma è senz’ombra di dubbio nel lavoro in team che sento di realizzarmi al meglio, dando il mio contributo più significativo, senza per questo dover rinunciare alla mia identità, anzi: proprio nel confronto costante di un dialogo aperto ho saputo delineare la mia professionalità, che sarò in grado di investire nel futuro che verrà.

NOTE:

Film citati:

“Bronx” di Robert De Niro 1993 USA

“L’attimo fuggente” di Peter Weir 1989 USA

“I Goonies” di Richard Donner 1985 USA

“Contact” di Robert Zemeckis 1997 USA

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