La bicicletta

La bicicletta di Oriana

Quando scrivevo la tesi di dottorato le idee migliori erano quelle che mi venivano lavandomi i denti. Non ho mai capito cosa succedesse. La mente ritornava a essere creativa, forse perché veniva distratta da un gesto ripetitivo o forse perché lontana dalla pagina bianca dello schermo del pc.
Questa volta però l’epifania è arrivata andando in bicicletta dopo una calda domenica pomeriggio di giugno trascorsa nell’esercizio di mappare i miei talenti.
Ripenso a quell’andare apparentemente semplice che però a me risulta tutt’altro che spensierato. Il binario del tram è in agguato, il pavé dissestato mi ricorda di avere un tratto cervicale, la minaccia di una portiera in faccia assilla il mio pensiero, per non parlare dell’incertezza rispetto al miglior cammino da fare.
Ed è proprio in un rocambolesco attraversamento a un incrocio che immagino di veder cadere tutti i post-it che formavano la costellazione dei miei talenti.

Improvvisamente sento l’esigenza di spogliarmi di tanta abbondanza nel definirmi per andare a ricercare l’essenza.
Per un istante ho un brivido. Ho il timore di non aver capito il compito assegnatoci o di non aver appreso fino in fondo il metodo proposto. Mi sento un gambero che cammina all’indietro sul bagnasciuga invece di entrare in mare.
Allora pedalo più forte quasi nel tentativo di andare a riprendermi tutti quei post-it rimasti a terra.
Niente da fare. Ne rimangono nella costellazione davvero pochi, li posso contare sulla mano.
Oserei dire che so:
–         Pormi domande e cercare risposte;
–          Leggere i bisogni di una comunità;
–          Elaborare un’idea e trasformarla in azione a partire da un’intuizione;
–          Trasmettere con passione dei saperi;
–          Generare ponti tra le diversità con creatività.
Al semaforo riprendo fiato e mi rassereno perché riconosco che il vero tesoro sta nella consapevolezza rispetto al chi sono e a quale è l’effetto che voglio far accadere nel mondo. Ora posso dare una direzione al mio esplorare, al mio ricercare.
Nell’esercizio poi di osservare la realtà che mi circonda, la margherita delle possibilità relative al dove mettermi in gioco inizia a prendere forma.
Ed eccola qua:

margherita per bicicletta

A dir la verità i petali che più mi piacciono sono quelli bianchi, quelli della possibilità, quelli che prenderanno colore dopo un’intuizione lenta mossa dallo sguardo sull’adiacente possibile (cit. Steven Johnson).

A questo punto non posso far altro che rimettermi in bicicletta e pedalare!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...