Tutti i pezzetti del puzzle

Le idee dirompenti di Rossella

Idee dirompenti, talenti, ingegnosità collettiva, mappe, elevator pitch, le 7 regole di Leonardo, negoziazione, margherite, petali… In una afosa domenica milanese cerco di mettere in ordine tutte le informazioni, gli input, le indicazioni di un percorso “Talenti Inauditi” trovato mentre cercavo altro, il magico mondo della serendipità.

In tutto questo caos mi innamoro delle mappe e così, in queste ultime settimane, sono stata travolta dalla mappafilia.

Ho mappato di tutto: i miei talenti, le mie idee di progetto, persino il mio blog convinta che mappando si sarebbe accesa quella lampadina che, all’improvviso, mi avrebbe portato a individuare esattamente la mia idea dirompente.

Ma, ahimè, la lampadina non si accende. Allora mi ricordo che amo fare i puzzle e, non contenta delle mappe, creo il puzzle dei miei talenti.

Se non credete che si possa fare anche questo, eccolo qua:

puzzle talenti

E dopo che lo ho creato lo destrutturo:

Il talento è un puzzle

Ma non accade quello che speravo, ossia riuscire a ricomporlo in una nuova concezione di me, fare ordine nel caos dei pezzetti del puzzle sparsi nel contenitore della mia vita.

Invece rimane così, sotto i miei occhi, e ogni giorno li vedo lì, tutti quei piccoli pezzetti che sono il mio mondo.

A questo punto mi fermo. E fermandomi capisco che devo andare oltre quell’idea di me, generata da quello che sono stata, da quello che ho fatto. Devo superare l’impeachment del passato estrapolando quello che ho imparato da tutte le esperienze, incorporandolo con quello che sono e che ho sviluppato.

L’idea dirompente non arriva, forse arriverà il giorno dopo che il percorso è finito, come spesso accade quando ti fermi, quando finalmente molli tutto, molli la tensione delle scadenze, la tensione della performance; perché, come quando canti, studi, provi e riprovi e poi è nel momento del concerto che, finalmente molli, molli tutto senza pensare più alla tecnica, senza pensare a nient’altro che a cantare per te e per gli altri creando empatia.

E così l’architetto di edifici diventa architetto delle forme espressive, la cantante diventa strumento capace di suscitare emozioni.

Adesso il viaggio continua per individuare quello che sarà il mio progetto, che forse non sarà quello definitivo o non sarà solo quello.

Forse, come dice Silvia, dovrà essere ulteriormente “spacchettato” ma, sicuramente, sarà quello che conterrà tutti i pezzetti del mio puzzle, sarà il mio: “Cosa voglio far accadere nel mondo”!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...