Il mio progetto è inquieto

Whale watching

Mai partecipato a un’escursione per avvistare le balene? Whale Watching. Si salpa prima dell’alba. E’ ancora buio, fa freddo, il contatto umano con gli altri passeggeri infastidisce.
Un’infinita mezz’ora di traversata verso il largo. I temerari all’esterno, gli assonnati in cabina. E’ umido. Voci, movimenti, odori, finché si arriva al punto dell’avvistamento. Il sole si è alzato, tutti fuori. Dove posizionarsi? Lato destro o sinistro? Poppa o prua? In silenzio, inizia l’attesa. Aspettiamo.

Ecco uno spruzzo! Dove? Di lì. Non l’ho visto. Eccone un altro! Woooow. Una pinna caudale spunta maestosa dalle acque agitate e schiaffeggia l’acqua. E poi un’altra. Un altro spruzzo. Ancora wooow. In attesa del breaching, che solo pochi fortunati vedranno. 

Il mio progetto è inquieto. E’ Irrequieto. E’ Tormentato. Ribolle.

Il mondo è lì fuori. Lì sotto. La finestra è spalancata. Il cielo è azzurro e terso. Vedo persone, anch’esse inquiete. Spruzzi. Condividono idee, elaborano progetti. Con loro insonnia, sudore e passione. Schiaffi. Hanno bisogno di una voce. E io offro voce. 
In una comunicazione le parole costituiscono solamente il 7% del messaggio, il resto sono tono di voce, gestualità e contesto. Quindi ascoltare, leggere tra le righe, capire.

Sarebbe un onore scegliere le parole. E scegliere i silenzi.

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