Non è un caso

Non è un caso

Non è un caso che io mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo proprio nella giornata in cui sono passata a “salutare” quelli dello studio legale con cui ho smesso di collaborare svariati mesi fa;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo proprio nella serata in cui è “saltato” un appuntamento cui ci tenevo molto;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo in una sera in cui, anche se non sono più uscita, mi sono gustata in tv una serie di performance registrate nei leggendari Abbey Road Studios di Londra;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo dopo essermi accesa e assaporata una sigaretta sul balcone, anche se ho smesso di fumare da mesi;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo dopo aver ricevuto la telefonata dei miei: “Noi qui stiamo bene ma… Tu quando scendi?”;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo dopo una decina di giorni da quando si è concluso il viaggio di Talenti Inauditi;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo proprio quando accarezzo con la mano sinistra la mia buffa e complicata idea della libreria nel Parco Solari ma, al contempo, con la mano destra faccio di nuovo pace con il mondo professionale da cui provengo;

Non è un caso che mi sia messa a scrivere il mio terzo e ultimo articolo proprio quando mi è presa una impellente voglia di finire di leggere uno dei cinque maledetti libri appisolati sul comodino della mia camera, aperti contemporaneamente svariati mesi fa, senza riuscirne a finire, mio malgrado, neanche uno.

E’ che non è mai un caso quello che ci accade, sia quando assistiamo ai fuochi di artificio delle nostre emozioni, sia quando ci troviamo nel mezzo del blackout della nostra esistenza, sia quando salta un appuntamento in cui ci avevi sperato, sia quando i tuoi ti fanno capire che stanno bene ma, forse, starebbero meglio se tu scendessi per un po’, sia quando non riesci a finire neanche uno dei cinque libri che ti sei prefissata di leggere in contemporanea, sia quando continui a inseguire uno di quei sogni nel cassetto, che poi magari non è che abbandoni del tutto, ma impari a dare un nome e un colore diverso da quelli che avevano prima di aprire quel benedetto cassetto. 

E’ che io non so ancora di preciso dove mi collocherò nel mondo, se con una mia idea imprenditoriale, per quanto buffa e complicata che sia, o magari trovando una più sana e affine posizione, prendendo spunto dalla mia esperienza professionale appena passata cui mi capita di fare ritorno indossandone la giacca (rigorosamente colorata) in cui mi sento a mio agio… Quello che ora so, però, è che non è un caso che tutto quello che ho imparato, vissuto, sofferto, masticato, allontanato, goduto, pensato, ascoltato, dimenticato, toccato, respirato è ciò che ora sono io…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...