Alla ricerca del Talento Perduto

Ho pensato a quale potesse essere il luogo più “profondo” dove andare a riprendere le fila del mio discorso e, dopo una breve esplorazione in giardino, finisco… in cantina!

Era un po’ che non ci venivo, è buio ma trovo un’aria familiare… Accendo la lampadina e con la curiosità di una bambina che ha in mano la mappa del tesoro comincio a cercare.
Attrezzi da lavoro, scarpe usate, un vecchio skateboard… Cianfrusaglie scampate al mercatino dell’usato e agli annunci online. 

Poi, sotto agli scaffali e a due dita di polvere, le vedo: ancora intatte nonostante gli anni, le scatole. C’è quella delle fotografie, con i negativi e la vecchia Olimpus. Diapositive temporali mi abbagliano come flash negli occhi e mi attraggono, ma non mi lascio catturare, cerco oltre… mi serve qualcosa di più tangibile che le emozioni.

Salto ancora qualche ostacolo e poi vedo le altre. Sono una, due, tre, quattro… le scatole dei LIBRI!

> Era un po’ che non mi ritrovavo a scavare… È da qui che riparto, OGGI <

Spargo i libri sul pavimento del salotto e comincio a sfogliare facendomi strada tra un titolo e l’altro. Cerco di orientarmi tra i libri dell’università, i romanzi e i vari saggi. Poi seleziono quelli per me più importanti, quelli che risuonano con quanto del mondo ho appreso e sento di conoscere.

> Inizio a mappare… <

#L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI di Sigmund Freud –
Ho 20 anni, sono in vacanza con le amiche eppure porto con me questo libro così grande. Cerco un modo per decifrare quell’attività così frenetica che mi coglie la notte quando chiudo gli occhi… Voglio capire e portare al mondo cosciente quei messaggi così riservati e pregni di indizi. Freud mi riempie di spunti, ma non mi dà indicazioni, né risposte, bensì alimenta nuove domande e frammenta qualche piccola certezza.
“I sogni sono sconnessi, accettano le più violente contraddizioni senza la minima obiezione, ammettono cose impossibili, ignorano le nozioni che hanno grande peso per noi durante il giorno, ci rivelano come degli imbecilli etici e morali.”

> Come mediare quindi, tra SOGNO e REALTÀ, tra il GIORNO e la NOTTE? <

Afferro un altro libro…

#ILPROFETA di Gibran Kahlil Gibran –
Scorro l’indice delle tematiche. Ai tempi erano altri gli argomenti di maggiore interesse: l’amicizia, l’amore, il dolore… mentre oggi, ecco cosa trovo:

“Allora un contadino domandò: parlaci del Lavoro.”
Il lavoro è amore rivelato.
Se non potete lavorare con amore, ma esso vi ripugna, lasciatelo, meglio è sedere alla porta del tempio per ricevere elemosina da chi lavora con gioia.
Poiché se fate il pane, indifferenti, questo pane sarà amaro e non potrà sfamare l’uomo (…) E pure se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte.”

> Come mediare tra il DOVERE e il PIACERE, tra PASSIONE e PROFESSIONE? <

Cerco rifugio nella letteratura…

#LA DANZA DELLA REALTÀ di Alejandro Jodorowsky –
Un po’ di realismo magico, o meglio, psico-magia

#L’IMMORTALITÀ di Milan Kundera –
Uno sguardo all’eterno nel riflesso dei personaggi.

> Bene ma… come mediare tra PASSATO e FUTURO? <

Cerco più a fondo:

#IL CORAGGIO DI MEDIARE.  Contesti, teorie e pratiche di risoluzioni alternative delle controversie – A cura di Fulvio Scaparro –

In questa fase della mia ricerca trovo finalmente qualche appiglio, una direzione verso cui guardare. Con l’esempio concreto di persone esistenti e fatti realmente accaduti trovo ispirazione e raccolgo il coraggio per non fermarmi a cercare…

“E’ bene che i giovani crescano in un clima diverso da quello attuale, caratterizzato da intolleranza e dalla ricerca di soluzioni di forza. Occorre che gli adulti, prima che i ragazzi, tornino a provare orrore nei fatti, non a parole, per ogni forma di umiliazione e di violenza, e a considerare la guerra, ogni guerra, da quella familiare a quella tra i popoli, come il fallimento sia della ragione sia della fantasia.”

“Dove non c’è sogno resta solo l’esigenza dell’immediata soddisfazione di un impulso.”

Parole come stelle del Nord.

“Mediare non vuol dire scendere a compromessi né accettare l’inaccettabile. Mediare vuol dire aiutare le parti in conflitto a trovare una buona ragione per continuare a negoziare, a guardare più lontano di un’eventuale vittoria immediata.”

“Secondo la mediazione umanistica, un buon negoziato non prevede un vincente e un perdente, ma due vincenti.”


Ecco dunque…  cosa mi piace fare: cercare ESEMPI POSITIVI nel mondo!

PUÒ ESSERE QUESTO, IL MIO TALENTO?

Può essere, ma mi manca ancora qualche tassello…


> Ma come mediano… INDIVIDUO e COLLETTIVITÀ? <

Ed ecco arrivare un libro piccolo, ma MOOOLTO importante…

#LA COMUNICAZIONE INTERCULTURALE: Competenze e Pratiche di Ida Castiglioni –

“La diversità ha un valore, ma che uno la pensi così oppure no, è inevitabile. La differenza culturale non è più materiale esotico di documentari e viaggi: è la nostra esperienza quotidiana. Perciò la questione non è se saremo o non saremo diversi, è piuttosto come affronteremo la diversità.”

Il segnale che ha cambiato la mia rotta

(Nello stadio dell’accettazione) …si attiva la curiosità di sperimentare la diversità e di comprenderla a livello cognitivo. Spesso è il momento in cui prendiamo coscienza del fatto che non siamo i soli a essere nel “giusto”, che non esiste un modo “migliore” in assoluto per fare le cose, che le persone possono essere interessanti proprio perché diverse da noi: scopriamo la relatività della nostra posizione nel mondo.”

Un vero e proprio cambio di paradigma:

“Quando chiediamo alle persone di diventare più competenti interculturalmente, stiamo chiedendo loro di impegnarsi in un atto auto-riflessivo. Poiché la nostra diversa esperienza è una funzione di come organizziamo la realtà in modi differenti, l’unico modo in cui le persone possono avere accesso alle esperienza di una cultura diversa è organizzando la realtà più in quel modo, che non nel proprio modo.”

Che fatica ma… quanta soddisfazione! Giusto in tempo per mettere questa bussola in valigia… 


La partenza per Cuba ha segnato il mio spartiacque. Preparare le valigie per 10 mesi di permanenza. Inscatolare gli oggetti personali e affidarli alla cantina di mamma e papà. Portare alla discarica il superfluo e il passato, stracciare vecchie carte. Poi partire. Andare incontro alla diversità. 


Ricordo che partivo con questo libro, trovato durante il corso di Teatro dell’Oppresso e divenuto il mio segnalatore di pericolo:

#LA PEDAGOGIA DEGLI OPPRESSI di Paulo Freire –

La libertà, che è una conquista e non un’elargizione, esige una ricerca permanente. Ricerca permanente che esiste solo nell’atto responsabile di colui che la realizza.

Nessuno possiede la libertà, come condizione per essere libero; al contrario, si lotta per la libertà perché non la si possiede. E la libertà non è un punto ideale, fuori degli uomini, di fronte a cui essi si alienano. È una condizione indispensabile al movimento di ricerca in cui gli uomini sono inseriti, perché essi sono esseri inconclusi.

Ciò esige riconoscere «criticamente» questa situazione, affinché attraverso un’azione trasformatrice che incida su di essa, se ne instauri un’altra, che renda possibile quella ricerca di «essere di più».”

Mentre ricordo che il primo libro che corsi a cercare al mio rientro in Italia è stato:

#IL PIACERE di Alexander Lowen –

“L’idea di liberazione implica un precedente imprigionamento, il che vuol dire che la felicità è la liberazione da uno stato di infelicità.” 

“Intuiamo tutti che la vita potrebbe essere qualcosa di più di una lotta per la sopravvivenza, che potrebbe essere un’esperienza gioiosa e che tutte le persone sono cariche d’amore. Ma quando nelle nostre vite mancano l’amore e la gioia, sogniamo la felicità e corriamo dietro ai divertimenti. Perdiamo l’occasione di renderci conto che il fondamento di una vita felice è il piacere che percepiamo nei nostri corpi e che, senza questo piacere di sentirci vivi, la vita diventa la spietata necessità di sopravvivenza nella quale non è mai assente la minaccia della tragedia.”

E così, dopo tanto navigare e cercare il mio talento, ora so che so…………  cambiare!

ORA SO… CERCARE TROVARE!

 

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