Anche a me diedero 5 Talenti

«Se la gente crede che la matematica non sia semplice, è soltanto perché non si rende conto di quanto complicata sia la vita»

G. Carofiglio

Il mio primo, grande, talento innato.

Fin da piccola stavo ore a disporre le tessere del domino in piedi, a distanza regolare l’una dall’altra, le ponevo a formare lunghissime serpentine, contemplavo la perfezione del disegno e poi respiro, colpo secco alla prima tessera e la soddisfazione di vedere l’effetto domino, tutto che crolla con altrettanta sincrona perfezione.

Per questo ho fatto l’Ingegnere, ci vuole tecnica non solo per costruire ma anche e soprattutto per demolire.

E in effetti ogni decennio della mia vita, complice o no Saturno, ha coinciso con una costruzione e un disfacimento, a cui faceva seguito una nuova edificazione.

É un continuo cammino alla ricerca di me stessa nel quale devo imparare cose nuove, incontrare persone diverse, confrontarmi con situazioni mai affrontate in precedenza. E crescere. Lasciandomi alle spalle quello che non è stato positivo.

Per fare questo ci vuole un secondo talento, il coraggio, ovvero l’assenza di paura.

Sono arrivata alla convinzione che la paura sia una delle cause principali di morte dell’uomo, non si dice infatti: “Sono morto di paura?”.

Io non ho paura. Di niente. Mi emoziono, quello sì, ma non ho paura.

La paura l’ho combattuta fin da piccola facendo prove di coraggio estremo come scendere in cantina al buio da sola. Quando ho scelto la facoltà di Ingegneria Nucleare lo feci perché ai tempi c’era tutta la questione della Guerra Fredda, i missili puntati tra i due continenti e mi son detta: “Quantomeno se sto dove li lanciano so cosa succede”. I miei viaggi in paesi difficili e così culturalmente differenti, scelgo sempre quelli che agli altri incutono timore o sembrano strani. I miei differenti lavori sempre fuori dalla mia zona di comfort.

Per affrontare questo ho usato il mio terzo talento, la capacità di analisi, di pensare in modo logico.

La logica è importante. Ricordo una lezione all’università, il professore si mise a fare una dimostrazione lunghissima e complicata di un teorema, finita la quale si voltò e chiese: “Secondo voi questa dimostrazione conferma il teorema?”. Nessuno rispose per cui io alzai la mano e gli dissi “Si Professore”. “Perché?” mi chiese lui. “Perché non avrebbe usato venti minuti di lezione per mostrarcela”. Lui mi guardò interdetto e disse: “In effetti la sua risposta è logica”. Risero tutti ma presi 30 a quell’esame.

Il quarto è la curiosità e la voglia di imparare.

Non mi ritengo un genio in nessuna materia in particolare, ma sono sempre riuscita a fare tutto bene, sia nello studio che nel lavoro perché ci ragiono su, e quando non so le cose e non ci posso arrivare per logica o chiedo a chi le sa o me le vado a studiare.

Ma non sia mai che non abbia la risposta a ogni domanda, sono troppo curiosa di sapere o forse troppo orgogliosa per non sapere.

Internet è stata per me l’invenzione più rivoluzionaria, la metto anche prima dell’invenzione della lavatrice, che pur tanto ha dato alla donna in termini di emancipazione.

Questa curiosità non è solo per le cose ma anche e soprattutto per le persone. Mi piace osservarle, capirle, farle parlare. Comprendere perché hanno sguardi, reazioni, modi di pensare e agire uguali o differenti dai miei. E mi sorprende sempre molto vedere come tutte si aprano a raccontarsi e a farti capire così tante cose di sé. Che poi sono le stesse di te.

Il quinto e per me il più importante, saper ridere. Sempre.

Di me, soprattutto.

Se non riesci a prenderti in giro per gli sbagli che fai non potrai mai superarli.

Saper ridere e sorridere è per me l’unico modo per superare qualunque momento difficile.

E se dovessi dirti chi sono brevemente ti chiederei:

“Dammi un problema da risolvere o chiedimi di svolgere un compito, di qualunque tipo, il più complicato che puoi e se vuoi anche rischioso.

Ti garantisco che mi appassionerò ad esso fino in fondo.

Se riesco in quello che mi hai chiesto sarò soddisfatta, perchè sarà una conferma delle mie capacità, se non ci riesco stai certo che troverò qualcuno che mi aiuti a farlo e imparerò.

Dopodiché però, dammene un altro, differente, possibilmente ancora più difficile e che magari metta in discussione quello precedente.”

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