Il cerchio si chiude (?)

L’esercizio della mappatura del talento, uno dei tanti affrontati durante il percorso di “Talenti Inauditi”, per me è stato piuttosto difficile. Non è così scontato sapere di avere dei talenti: perché? Innanzitutto perché, verso me stessa, sono più spesso critica che generosa. Poi, perché quello che altri vedono in me come un talento, per me è soltanto una caratteristica del mio essere, della mia personalità.

In questo senso, il confronto con i compagni e la tutor Silvia è stato fondamentale, perché mi ha portata a guardarmi con occhi diversi, quindi da un’altra prospettiva. Si è trattato di un lavoro di indagine dentro me stessa, che mi ha fatta scavare a fondo, che spesso mi ha messa in crisi, ma che, nel percorso di ri-scoperta dei miei talenti, mi ha permesso anche di ricordare e di dare nuova luce ad alcuni dei traguardi che ho raggiunto nella vita.

Nel 2002 partecipo al concorso per l’assegnazione di una borsa di studio in Lingua e cultura inglesi al Claremont College di Los Angeles. La California rappresentava per me la terra del mito, perché era la culla della musica che ascoltavo e dei libri che leggevo: da Ben Harper ai Red Hot Chili Peppers, da Kerouac ai poeti della Beat Generation, passando attraverso i viaggi cinematografici lungo la Route 66. Vinco la borsa di studio: proprio io, iscritta a Filosofia, davanti a una schiera di studenti in Lingue. Così, da un paese della provincia emiliana con 15.000 abitanti, arrivo a Los Angeles. Quando il mio “buddy” Todd, qualche settimana fa, mi ha mandato da laggiù una foto in cui prepara le tigelle, capisco che quel viaggio ha, certamente, significato tanto per me, ma che anche io sono riuscita a riempirlo di significato.

All’ inizio del 2013 ottengo la promozione ad assistant store manager del negozio di abbigliamento in cui avevo cominciato a lavorare quattro anni prima, come sales assistant part-time. La passione e la curiosità per quello che facevo, il mio essere responsabile e affidabile, la capacità di instaurare relazioni costruttive con il team di lavoro, l’esperienza di gestione organizzativa e l’attenzione verso il cliente erano stati gli elementi decisivi affinché la scelta della titolare ricadesse su di me.

Nel 2016 mi laureo. Riprendo gli studi che avevo dovuto abbandonare e, con sudore e tenacia, realizzo uno degli obiettivi a cui tenevo di più. Alla discussione della tesi indosso la maglietta di By the way, l’album dei Red Hot Chili Peppers, uscito proprio nel 2002 e che aveva rappresentato la mia “colonna sonora” durante l’avventura californiana. Gli antichi Greci avevano una visione ciclica del tempo: il futuro perde la propria natura speciale di tempo a venire e si sviluppa nelle trame di un eterno mutamento e ritorno a sé. Forse, allo stesso modo, i nostri talenti ci accompagnano nel percorso di vita, trasformandosi di volta in volta sulla base delle esperienze che facciamo e delle situazioni che affrontiamo, senza perdere di vista il punto da cui siamo partiti.

To read a mind, you’ve got to
Redefine the line to make your circle sing

 

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