Terra di mezzo

La Terra di mezzo è una regione di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. 

Arda è il mondo nel quale accade ogni evento

 

Quando ero piccola mio padre mi diceva: “Devi diventare una ragazza “da corsa”…

“Cosa vuol dire, papà?”

“In ogni cosa dovrai saper mettere impegno e dare il meglio di te, nello studio, nello sport, nella vita privata, anche nel divertimento. Non dimenticare di divertirti nella vita…”.

Per tanto tempo ho interpretato il senso di quell’invito come un invito a eccellere in ogni cosa facessi. L’incapacità di raggiungere la vetta per me significava: Se non arrivo in cima, non valgo.

Ricordo che quando in passato ho chiesto ai miei amici Giusi e Alberto, che stimo moltissimo, un consiglio sulla strada professionale da intraprendere, mi hanno risposto all’unisono: Tu puoi fare ciò che vuoi.

Quando ho chiesto alle persone con cui ho lavorato e studiato (incluso mio figlio di 12 anni per cui ho fatto il lavoro più importante: la mamma) quali caratteristiche avessero notato in me mi hanno risposto: con le persone sai comunicare (in tante lingue tra l’altro…), sei empatica e nello stesso tempo sai farti rispettare e far loro da pungolo, sai accogliere con grazia, sei solare, infondi energia e armonia. Hai uno spiccato senso estetico. Sei riflessiva, analitica, ti piace studiare ogni cosa a fondo (belle le tue traduzioni), ma al contempo sei orientata all’azione. Sei intuitiva, capace di trovare soluzioni out of the box, sai trovare le connessioni più disparate anche grazie alla tua curiosità, alla passione e all’impegno che metti in ciò che fai.

Io però non ho scoperto il fattore di accrescimento della fibra nervosa come Rita Levi Montalcini, non ho scritto la quadrilogia di Elena Ferrante, non ho navigato tra le stelle come Samantha Cristoforetti e so che professionalmente non posso affatto fare quello che voglio, come invece sostengono Giusi e Alberto.

Quando ho letto l’articolo del mio compagno di corso Davide L’impresa eccezionale è essere normale ho avuto un’illuminazione.

Ho sempre pensato che quella di Davide fosse la giusta chiave per leggere gli altri, ma non l’ho mai usata per leggere me stessa e il messaggio di mio padre.

L’accento non doveva essere sul raggiungimento del successo in ogni campo, ma sull’impegno e la passione in ciò che faccio. E quando faccio qualcosa, nella mia vita normale, mettendo in campo passione, impegno e grazia, posso davvero arrivare nella terra di mezzo, ad Arda, il mondo dove accade ogni evento… Questo volevano dire i miei amici.

Ripercorrendo le mie esperienze ho capito un’altra cosa. Sono cresciuta anche grazie agli scambi con gli altri e ovunque vada in quella terra di mezzo vorrò continuare a condividere il percorso con altre persone, collaborare, comunicare, scambiare, integrare

 

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