La passione nel Dna

“Ho sempre creduto nella grandezza degli ideali.

E se il mio amore salverà la vita di un solo animale, allora avrò salvato il mondo”

Non so quando sia nata la mia passione per gli animali anche se, ripensando alla mia infanzia, ricordo di esserne sempre stata circondata nella grande casa di campagna in cui ho passato tutte le vacanze estive da quando ero bambina.

La mia vita è cominciata con i gatti. Ricordo mici liberi, selvatici, curiosi ai quali davo i nomignoli più disparati in relazione al momento della loro apparizione. Insieme a loro correvo, salivo sugli alberi e giocavo nel prato. Felice!

Poi sono cresciuta scegliendo la compagnia inizialmente di uno, poi di due gatti. Ci siamo divisi gli spazi, il tempo, le ore e i minuti. Abbiamo parlato, taciuto, dormito, pianto e riso… Insieme.

Anche il Prof. Mainardi di cui aspettavo con trepidazione l’apparire in tv, mi ha raccontato fiumi di storie di animali: non raccontava favole, non era un cantastorie ma sapeva raccontare. E Mainardi raccontava di ogni animale possibile ed immaginabile. Per un compleanno mi comprai il suo libro intitolato: “L’animale culturale – Ovvero anche le scimmie, i topi e i gatti hanno una loro elementare cultura”, e non ricordo più le volte che lo lessi rovinando le pagine a forza di girarle.

Raccontava di un mondo sempre in movimento, variopinto ai miei occhi di ragazzina, che cominciava a poco a poco a lasciare i suoi segni indelebili sulla mia pelle.

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E così soffro se vedo animali maltrattati e mi indigno nel leggere le difficoltà per far riconoscere a ciascuno di loro la propria dignità e libertà di vita.

Recentemente ho visto la mostra di Wildlife Photo in cui straordinarie immagini della Terra riflettono da un lato la diversità della nostra fauna ma dall’altro la fragilità della stessa. Uno sguardo emozionante ma altresì consapevole su un ambiente da salvaguardare e preservare per il bene di tutti.

“Vite intrecciate” è un formidabile scatto in cui assistiamo a una scena di sopravvivenza con un orangutan del Borneo che si arrampica per mangiare su un albero in un habitat che sta sempre più scomparendo. La forza visiva di questo messaggio tocca il cuore e la mente e potrebbe aiutare a supportare le azioni per fermare la distruzione, causata in questo caso dal commercio illegale e dalla brama di animali da compagnia “originali”.

Forse le mie idee dirompenti sono piuttosto illusioni dirompenti ma non posso impedirmi di SOGNARE… Sogno la chiusura dei centri di vivisezione, sogno che la moda diventi etica e animal free, sogno che ci si possa assentare dal lavoro perché il nostro amico a quattro zampe sta male, sogno questo e molto di più.

Avere una grande idea significa essere sensibili, conoscere il luogo nel quale siamo immersi, ascoltare la natura con attenzione e cercare di mettere in pratica quello che possiamo fare, insomma utilizzare quel Talento che la natura ci ha donato.

Un’idea per quanto dirompente non vale molto. Quello che conta è farla accadere rimboccandosi le maniche e facendo tutto il necessario per realizzarla essendo coscienti che tutti gli interventi sugli animali hanno implicazioni culturali, economiche, politiche e sociali.

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