Lettera di una bambina di 11 anni

Pochi giorni fa ho visto sul web un video dove una donna (che ho scoperto dopo essere Meghan Markle, futura sposa del Principe Harry), durante un discorso tenuto alle Nazioni Unite racconta un episodio della sua infanzia che ho trovato sensazionale.

Aveva 11 anni Meghan quando in classe fecero vedere alcuni spot pubblicitari. A un certo punto partì quello di un detersivo per piatti che diceva: ”Le donne di tutta America combattono contro l’unto di pentole e padelle”. Due compagni di classe esclamarono: ”Quello è il posto dove devono stare le donne! In cucina”.

Meghan ci rimase malissimo. Ferita e arrabbiata tornò a casa, raccontò il fatto e quanto si era sentita offesa per l’ingiustizia. Fu proprio suo padre a suggerirle di scrivere una lettera a delle persone che lei riteneva molto importanti, raccontando cosa era accaduto. Così Meghan scrisse a Hillary Clinton, allora First Lady, a Linda Ellerbee, conduttrice di un programma per bambini, all’avvocato Gloria Allred e alla Procter & Gamble, azienda produttrice del detersivo.

Tutti le risposero in breve tempo, supportandola con parole di incoraggiamento; addirittura fu girato un video dalla televisione per bambini che raccontava l’episodio così come era accaduto, interpretato dalla stessa Meghan, intervistata dalla Ellerbee. La Procter & Gamble cambiò il testo della pubblicità e al posto di “donne” usò il termine “persone”.

Una bambina di 11 anni, con un gesto apparentemente innocente come quello di un bimbo che scrive una letterina a Babbo Natale, ha provocato un effetto dirompente, che ha davvero cambiato qualcosa, dando un messaggio forte e chiaro perché, come dice Meghan oggi trentaseienne, non basta parlare di uguaglianza, non basta crederci, bisogna lavorare insieme per essa.

La cosa che mi ha colpito di più di tutta la storia è proprio l’aver dato valore all’episodio e il volerlo denunciare senza lasciar cadere la cosa: non solo raccontandolo a casa, ma mettendolo nero su bianco.

E se anche non avesse risposto nessuno a quelle lettere, credo che la piccola Meghan comunque si sarebbe sentita sollevata solo per averla scritta e per aver avuto il supporto di suo padre.

Come dice Monica, preziosa compagna di viaggio di Talenti Inauditi: ”Qualunque azione, seppur apparentemente piccola, genera un risultato. Anche una goccia nell’Oceano può fare la differenza. Non bisogna mai sottovalutarla”.

Troppe volte mi sono detta: ”Tanto, non servirà a niente…”. Ma ripensandoci, la mia idea dirompente è stata proprio quella di candidarmi a Talenti Inauditi, pur pensando: ”Sì ma figurati se mi prendono….”. Eppure, quando mi è arrivata la mail di risposta dove venivo invitata al workshop della domenica per la selezione finale, il mio primo risultato lo avevo già ottenuto e l’ho accolto con grande soddisfazione e gratificazione.

Mentre il percorso volge al termine, quello che ho ben chiaro ora in mente è che mai e poi mai si deve lasciar perdere quando in ballo ci sono valori, sentimenti e sogni, perché è anche con tante piccole azioni che si possono ottenere grandi risultati.

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