Una sera di Natale

Una delle storie che amo leggere ai miei bambini è Pezzettino, un racconto di poche pagine, con illustrazioni quasi astratte nelle quali il protagonista va in cerca di se stesso.

Lui crede di essere un pezzettino di qualcuno, di appartenere a qualcuno, e si sente perso. Così chiede a Quello-che-corre, Quello-che-nuota, Quello-che-vola e a tutti i suoi amici se per caso è un loro pezzetto, senza successo. Quello-saggio, di fronte alla determinazione di Pezzettino, lo invita ad andare sull’isola Chi-sono, dicendogli che in quel posto troverà la risposta.

Pezzettino prende la sua barca, rema rema e raggiunta l’isola non trova nessuno, allora sale sulla montagna e cade. Cadendo si rompe in mille pezzi e in quel momento capisce che, come tutti gli altri, anche lui è fatto di tanti pezzi. Così corre dai suoi amici che lo attendevano preoccupati e, con tutta la felicità che ogni nuova scoperta porta con sé, urla loro che lui non è il pezzetto di nessuno, ma semplicemente se stesso!

Questa favola ha richiamato alla mia mente il Talento, il mio talento. Ho sempre pensato che per essere definita talentuosa, avrei dovuto essere straordinaria, invece scoprire il mio talento, quello che mi rende me stessa e dà un colore tutto mio alle cose, è stato un attimo. Una sera di Natale.

Eravamo sotto le feste e io e la mia amica Nicoletta stavamo preparando la tradizionale cena natalizia. Sfruttando le nostre doti artistiche, ci eravamo offerte di curare l’atmosfera, creando una magica ambientazione ad hoc per la festa. Abbiamo pensato alla tavola, con casette di carta bianche quasi nordiche, un runner che io stessa ho cucito e timbrato, piccole bacche rosse a fare da segnaposto ad ognuna, vasi di cristallo con candeline bianche e galleggianti, un cielo stellato sopra le nostre teste a completare lo scenario. 

Lavorando a distanza ci eravamo divise i compiti, e a distanza abbiamo pensato a un regalo speciale. Quindi la sera prima della festa, con il telefono in mano per chattare e aggiornarci sul lavoro, è arrivata l’idea: perché non mettiamo lo spirito del Natale in una scatola? Perché non trasformiamo quel cubetto di cartone nel Natale portatile? Così è nato il primo kit di Colette et moi, che aveva appunto il nome di Nöel-à-porter.

Ognuna delle nostre amiche ha ritrovato nella scatola tutti gli elementi che hanno caratterizzato la festa: il runner, il timbro e la tempera per decorarlo, le stesse casette usate sulla tavola da montare in miniatura, e dei semi con l’augurio di nuova vita scelti sulla base delle caratteristiche di ogni amica, il tutto corredato di istruzioni per far vivere quell’atmosfera a casa propria e regalare quel tocco “Colette” al Natale in famiglia.

Da lì in poi i kit sono diventati un modo di raccontare storie, con piccoli oggetti fatti a mano o con elementi che vivono nelle spiegazioni che conducono alla scoperta di quella storia.

Questi kit potrebbero anche essere una metafora: i pezzetti del tuo talento sono tutti dentro di te, sono i tuoi colori, i tuoi strumenti, ma anche le tue attitudini, i tuoi tratti,  che hanno bisogno del loro Natale per essere inventati o tirati fuori dall’armadio e poi combinati insieme per raccontarti e renderti non straordinario, ma straordinariamente te stesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...