Una dimensione incantata e la capacità di trasportare anche gli altri in quei luoghi

Quando penso al talento, penso a persone con abilità eccezionali, quelle abilità che possono trasportarti lontano, esplorando posti e luoghi non accessibili a tutti, ma solo a coloro che attraverso lo slancio del proprio talento raggiungono queste dimensioni illuminate.

Chi coltiva ed esprime agli altri i propri talenti, per di più, ha la capacità di condurli negli stessi spazi per tutto il tempo in cui queste spiccate abilità vengono manifestate. Il talento è quindi una dote straordinaria per chi ce l’ha e un dono prezioso nel momento in cui viene condiviso.

Spesso mi è capitato di essere rapita da voci eccezionali o strumenti suonati egregiamente, da idee brillanti di menti creative, da corpi che fluttuano in danze incantevoli, da atleti che fanno cose sbalorditive, da discorsi di persone con spiccate doti linguistiche e orali, da gusti sorprendenti di piatti irripetibili, da artisti inimitabili…

Sono molti i talenti e molti i campi in cui essi possono essere espressi. Ciò che li accomuna, il filo rosso, è ciò che scaturiscono: ammirazione, stupore, apprezzamento, stima, sorpresa, meraviglia, emozioni.

Diverse volte ho sentito dire che ognuno ha il proprio talento; io credo invece che tutti abbiamo delle abilità, ma che i veri talenti appartengano a un più ristretto gruppo.

Sono coloro che oltre a rendersi conto di avere una inclinazione naturale e non comune nel fare qualcosa, la coltivano, la nutrono, la esercitano per migliorarla. Credo siano pochi i talenti innati rispetto a quelli che emergono grazie alla tenacia, alla determinazione, alla passione, alla volontà di spiccare il volo. Quel volo che porta, appunto, nelle meno esplorate dimensioni incantate. Stimo molto coloro che scoprono la propria vocazione, che prendono consapevolezza dei propri punti di forza (e di debolezza), che lavorano e si impegnano per fare venire a galla quelle doti speciali che altrimenti rimarrebbero taciute, sconosciute.

Solitamente i veri talenti vengono associati a volti o personaggi conosciuti. Spesso invece li abbiamo accanto, semplicemente non hanno potuto o voluto esprimere le proprie eccezionali qualità a un vasto pubblico. Mi viene in mente la mia mamma, era una cuoca strabiliante.

Aveva innegabilmente una naturale e particolare inclinazione per la cucina, che nutriva quotidianamente con passione e fantasia. Spaziava da piatti elaborati a cose inventate con pochissimi ingredienti, e i risultati erano sempre sorprendenti, sia nel gusto che nella presentazione.

Una vera arte culinaria, oggi così osannata. Attraverso le sue pietanze, mamma sapeva farci viaggiare in una dimensione gustativa, olfattiva e visiva che attirava lodi di tutti i commensali, da noi familiari ai tanti amici che condividevano e apprezzavano questo suo talento.

Il talento dovrebbe sempre essere espresso e condiviso, solo così può raggiungere la sua massima elevazione.

Per chi lo ha, per chi ne gode.

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