Alla scoperta del talento – Appunti e riflessioni

Capacità innata, predisposizione naturale, genialità?
Talentuosi si nasce o si diventa?
Quando si dice ‘E’ un talento naturale’, viene spontaneo pensare che sia innato, parte del proprio Dna. Un dono che nasce, cresce in noi con il tempo.
Tutti abbiamo un talento grande, piccolo, nascosto o evidente?
Abbiamo il diritto-dovere di scoprirlo, esercitarlo e metterlo a disposizione nostra e degli altri.

Si diceva: talentuosi si nasce o si diventa?
Che cosa risponderebbe il grande Leonardo da Vinci?
Forse non lo capirebbe neanche lui, uomo di incommensurabile talento e versatilità, ma
‘omo senza lettere’, ‘ignorante’ della lingua latina, eppure dotato di ben altro.

Ci hanno provato Mario e Saverio, alias Benigni e Troisi nella fantasia della commedia, ironica, un po’ paradossale, ma garbata e intelligente degli anni ’80 ‘Non ci resta che piangere’, nella quale i due personaggi, calati in un immaginario borgo toscano, incontrano Leonardo e non avendo coscienza di chi fosse tentano di proporgli le loro conoscenze delle improbabili invenzioni moderne (il treno, l’elettricità) che Leonardo ovviamente non può capire, così come fuori contesto non può capire neanche il gioco di carte che i due vogliono insegnargli.

Questa è la dimostrazione che talentuosi non si diventa?
Le capacità, seppur innate e le idee da sole bastano?
Mi vien da dire serve il coraggio di esprimerle. Se non vengono comunicate rischiano di perdersi o diventare sterili.
‘Peccato, non ho saputo sognare di più, e poi provare, provare a rischiare coinvolgendo altri nel mio piano’. Questo può significare mancanza di coraggio?

Credo nella forza delle idee, nelle risorse che ho e che sento il dovere di coltivare?
Credo, eccome.
Talento è responsabilità verso il prossimo? Bella domanda!
La risposta istintiva è sì, fortissimamente sì.

Una cosa è certa: il talento non si affievolisce nel tempo. Ci vuole allenamento, tanta costanza e caparbietà, e un pizzico di follia.
Ci sono donne e uomini che, nonostante siano ‘ verso il crepuscolo’ e il fisico sia più stanco, rimangono lucidi, determinati a volare alto e ad affermare il loro ‘genio’.
Si autoalimentano e cavalcano il tempo con la consapevolezza di chi non ha forse abbastanza tempo e vuole lasciare ancora delle tracce per noi e quelli che vengono dopo di noi?
I misteri della genetica e del talento sempre in progress!

I grandi talenti sono ispirati da idee semplici, nate talvolta per caso dall’osservazione della natura, vista dai loro occhi curiosi e investigatori o da intuizioni sui bisogni reali o aspirazionali dell’uomo del loro tempo, ma in proiezione anche del nostro.

Il contrario nasce dal web con i social e i format internazionali che sfornano talenti ormai in tutte le salse: dalla cucina, alla musica, ai viaggi, alla danza. Uno su mille ce la fa.
Non sono così certa che questo tipo di talento continuerà a crescere ed entrare nella hall of fame.
Mi chiedo allora: il talento si sposa con il successo?
Correlazione sì, ma il talento vero, originale parla a molti e dura nel tempo? Non sempre è così.
C’è talento e talento, positivo, o negativo.
Quanto pesano il contesto in cui si vive, le coincidenze , gli incontri, la personalità per farlo crescere positivo e costruttivo?

Mi è capitato di immaginare un’intervista sul talento a Oriana Fallaci.
Piccola, grande donna e giornalista che di talento ne aveva davvero da vendere.

Signora Fallaci che cos’è per lei il talento?
‘Cercare sempre la verità, sia nelle interviste con i grandi della terra, che al fronte, che nelle delicate scelte personali.
‘La libertà di esprimermi.’
‘Non cedere ai compromessi.’
‘Cogliere le forze, le debolezze, l’umanità degli intervistati.’
‘Avere coraggio di fare domande scomode e capacità di accendere confronti aspri, senza scendere a compromessi.’
‘Essere chiara e coinvolgente.’
‘Non temo il mio interlocutore né mi assoggetto.’
‘Una donna e giornalista, scomoda dura e indifesa al tempo stesso.’
Un talento ‘contro’.

Per tirare le somme, che cosa rappresenta il talento per me?
Credo nella forza delle idee, nelle risorse che ho e che sento il dovere di coltivare?
Credo, eccome.
Lo conosco, ne vado fiera, sento però l’impellente necessità di ricondizionarlo, resettarlo, forte del fatto che non rinnego il mio passato, ma devo guardare oltre e sono curiosa di ‘scavare’ per trovare delle chances che mi soddisfino.
Ci sono frasi ispiratrici in cui oggi mi riconosco tantissimo:

‘Una cosa è avere talento. È un’altra cosa scoprire come usarlo’. ( Roger Miller)

E allo stesso modo:

L’artista è nulla senza il talento, ma il talento è nulla senza lavoro.
(Émile Zola)

Credo fortemente che il talento sia espressione positiva del sé e disponibilità generosa a dare.
Se il talento fosse un colore per me sarebbe rosso,
Se il talento fosse un’animale un leone.
Se il talento fosse un oggetto un’incudine che forgia, ma anche un ferro di cavallo.
Un gancio forte che mi dà la voglia e la capacità di coordinare e unire ‘ la squadra’, con l’obiettivo di tirare fuori il meglio di ognuno.

La quadratura del cerchio per me sta nella comunicazione verbale, nei gesti, nel contatto e la collaborazione con gli altri.
Un talento da condividere.

ll mio manifesto è: rendi disponibili le tue risorse, crea scambio di esperienze, emoziona e lavoraci insieme.

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