La via d’uscita

Ho sempre creduto che fosse una cosa importante per me essere una persona indipendente, in grado di trovare la via d’uscita da sola. Questa volta però, non sono certa di riuscire da sola. Dopo aver corso sempre, come un criceto, concentrato a mettere una zampa dopo l’altra sulla ruota nella gabbietta, per non inciampare e correre sempre più forte per… Arrivare chissà dove.

Poi, un giorno è successo che ho deciso di rallentare la corsa, fino a scendere da quella ruota. Sono uscita, timidamente, come è nel mio carattere, dalla gabbietta. Ma guarda guarda quante cose fuori da lì!

E adesso da dove inizio, da che parte comincio? Quante opportunità, quante cose interessanti da scoprire, da studiare, provare… Mi ritrovo nel giro di pochissimo con almeno 20 pagine aperte sul web, voglio leggere tutto, vedere tutto, provare a incastrare ogni opportunità nella mia nuova vita fuori dalla gabbietta. Magari, poi, un’idea mi viene.

Mi sento dentro un groviglio, come se il gatto mi avesse “intrappolata” nel pasticcio di fili che ha creato giocando con una delle matasse di lana con cui stavo cercando di fare una sciarpa.
Voglio uscire da questo groviglio! Come faccio?

Questa volta ho la sensazione che sia giunto il momento di provare a guardare il mondo che mi circonda con altri occhi. Gli occhi, le orecchie e i pensieri di qualcuno che, come me, si sente nello stesso groviglio; la sua matassa di lana è di un colore diverso dal mio, ma il gatto è stato bravo a intrecciare i fili lo stesso anche con lui/lei.

Ed ecco, la possibilità di partecipare a Talenti Inauditi.

Forse è proprio successo tutto di proposito, perché io potessi sfidarmi su questo terreno. Invece di restare aggrovigliata nei miei pensieri, la vita mi sta dicendo di tirarli fuori, di scriverli; di farli entrare in contatto con quelli di altre persone, sconosciute fino a ieri, ma aggrovigliate come me. Quasi un contatto fisico, con il mondo.
E come per magia, dopo la barriera iniziale, la timidezza viene abbattuta, lo scambio genera un flusso di nuovi pensieri, che si toccano, rimbalzano da una mente all’altra, li guardiamo da prospettive diverse, uniche, come ognuno di noi. Piano piano i pensieri appaiono meno aggrovigliati e poi, la speranza è che improvvisamente, un pensiero dominante emergerà.

Il gatto ora dorme, e noi riusciremo a trovare il filo giusto da tirare per provare a riordinare noi stessi.

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