Le idee dirompenti – il kit

Come ci si inventa un’idea dal nulla?

Inventarsi una cosa che non c’era è quel che faccio quando mi ritrovo a inventare i miei kit. In quel caso è facile: chiamo Nicoletta, ci fissiamo un appuntamento per una lenta colazione in un posto carino e ispirante o per un allegro aperitivo (dove per allegro intendo il nostro stato) e da lì si comincia. Appuntiamo su uno dei nostri mille quaderni tutte le idee che ci vengono in mente, ci concediamo di navigare con leggerezza e senza filtri nel mondo delle idee, senza porci problemi sulla realizzazione, sui costi, sui vincoli, su forme e colori. Non ancora. Da quell’incontro usciamo entrambe con un bell’elenco in mano, di solito molto ricco, perché non ci risparmiamo e perché insieme moltiplichiamo i deliri che avremmo singolarmente.

Poi viene la fase divertente: la ricerca. Qui iniziamo ad andare alla scoperta di materiali, oggetti, scatole che ospiteranno i vari pezzettini del kit. Abbiamo dei posti del cuore, come le mercerie dove puoi concederti di accarezzare lane e tessuti a occhi chiusi e lasciarti ispirare; o come i mercatini dove trovi veri tesori, non tanto per quel che sono, ma per quel che hanno custodito e ancora raccontano. A volte anche i nostri armadi e le mille scatole che li popolano offrono l’oggetto giusto che diventerà parte del nostro lavoro. Altre volte i nostri mariti e compagni di avventure, ascoltando la nostra nuova “missione kit”, assecondano la nostra follia creativa e riescono a offrire spunti preziosi.

Finalmente mettiamo le mani in pasta! Prendiamo il nostro bottino e dobbiamo trovare il modo di infilarlo nella scatola, in modo che accompagni il suo destinatario a scoprirne il contenuto come in un racconto. Così una gomma da disegno diventa il rimedio cancella-guai per una mamma in crisi capriccio, o la custodia di una cassetta anni ’80 il contenitore della compilation delle carte del buon umore per il deejay che festeggia il compleanno, un sacchetto di stoffa il contenitore dei tesori che la natura ti regala. Il contorno e la parte più divertente sono i colori e i disegni che arrivano alla fine e legano ogni cosa con ironia e il giusto tocco di design.

Ma torniamo a noi, e se mi inventassi un kit per farsi venire un’idea, cosa suggerirei di mettere nella scatola?

Io non rinuncerei a Nicoletta; immagino che ognuno abbia “la sua” Nicoletta di riferimento, quella persona che ragiona in un modo diverso dal nostro e ci porta in posti diversi dal solito, che ha gusti affini ma non identici, che è altro, un’altra prospettiva che non avremmo immaginato.
Infilerei dei materiali creativi a caso, come la lana, un tubetto di tempera, un fiore profumato, insomma materiali da maneggiare, annusare, stropicciare… Qualsiasi cosa solletichi i sensi.
Un quaderno dove avere il coraggio di scrivere qualsiasi pensiero e lasciarlo cullare fino a che non è pronto o fino a che non trova la sua forma per arrivare a riva.
Una lente di ingrandimento per trovare il dettaglio che sfugge, ma anche una scala per salire più in alto e cambiare il punto di osservazione.
Un bicchiere di vino da sorseggiare con lentezza e in relax, perché le idee migliori, si sa, hanno bisogno di una testa leggera e di piacere.

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