Idee dirompenti – Appunti e riflessioni

Durante la mia navigazione a vista nel mare del talento e delle idee dirompenti, mi sono chiesta:

Forse ‘le disruptive ideas’ nascono, come fiumi in piena, dalle grandi donne e uomini di talento e dalle loro ‘grandi imprese’, oggi, come allora?

E queste idee che ‘spaccano’ portano successo e guadagni?

E’ l’idea che crea il mercato o è il mercato che pretende sempre di più idee dirompenti ‘estreme’? Prima la domanda e poi l’offerta o viceversa?

Tutto questo riguarda gli altri? E io dove sono?

Nel fantastico caravanserraglio in cui mi trovo oggi, insieme a compagni di viaggio sorprendenti e valorosi, con le carte in regola per vincere e pronti per la sfida.

Eccomi, totalmente coinvolta e sollecitata a farmi continue domande, come se una vocina petulante ma rassicurante mi chiamasse a rispondere con sincerità, obiettività e mi riportasse con i piedi per terra.

Ci provo, probabilmente viene fuori qualcosa di ‘dirompente’. Chissà.

Appunto, la mia idea dirompente è ancora da venire, non la intercetto neanche lontano, lontano.
In testa frullano tanti stimoli, abbozzi di idee, alcune si rivelano delle ‘non-idee’, altre sono da approfondire al punto che per l’occasione riprendo il mio ‘taccuino rosso’ con la magica grafite rossa Caran d’Ache, e… Le idee fluiscono, si modificano, escono ed entrano dal librettino, come se non volessero farsi catturare.
Fermatevi. Io non sono capace di fermarle, allora è per questo che non prendono forma o si rivelano poco dirompenti?

Dov’è la scintilla-idea, dove si nascondono quelle dirompenti?
Tante piccole scintille fanno una costellazione ad alto potenziale?

Scorro fra le piccole note, scritte con una calligrafia anche a me poco comprensibile, ormai impigrita e disabituata dal ticchettio della tastiera… C’è senz’altro qualche indizio utile:

– il senso dell’accudimento, dell’ospitalità ‘cocooning’, far star bene il mio ospite;
– il grande Morfeo, che aiuta le idee a scorrere, a materializzarsi nei sogni, se uno se li ricorda (senza scomodare Freud);
– il coraggio, no ai condizionamenti, nessuna censura all’idea;
– la serendipità, la scoperta imprevista di un indizio, mentre sto cercando qualcosa d’altro;
– le connessioni che affiorano con la lettura, googlando qua e là, allenando gli occhi a vedere e super vedere, drizzando le antenne;
– il senso della meraviglia quotidiana e la capacità di sorprendermi e sorprendere almeno una persona che entra a far parte della mia giornata;
– il buon maestro/a. Chi potrà mai dimenticare il Prof. Keating, nell’attimo fuggente?
– la presenza imprescindibile della bellezza, ‘della natura’, grande ispiratrice,
backstage indispensabile per aprire le ‘porte’, accogliere e condividere;
– idee da e di viaggio;
– contaminazioni e capacità di visione dei-dai figli, ‘pilastri dirompenti’.

E se l’idea dirompente fosse intorno a me, o già parte di me, dalle mille sfaccettature simili e opposte?
Basterebbe scegliere quelle che più mi assomigliano e farle crescere.

Non c’è bisogno di un’idea interstellare per essere dirompente, ma di qualcosa di realizzabile che mi soddisfi e che possa essere condiviso.

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